casalecalcio


Tanti non lo sanno o non se lo ricordano ma nei

difficili primi anni di calcio italiano la città di Casale ebbe l'onore ed il privilegio di costruire una squadra che vinse lo

scudetto ai danni della Lazio.

Per chi volesse saperne di piu'...

Le cronache di quel tempo riportano che nel 1903 un manipolo di giovanotti, incuranti dell'ironia e dello scetticismo dimostrati nei loro confronti dai concittadini, inizia a rincorrere la sfera e a giocare le prime partitelle sull' acciottolato della vasta Piazza d'Armi o sui prati sconnessi del Campo di Marte. Il loro entusiasmo ed un crescente numero di praticanti portano a fondare tra il 1904 ed il 1905 la "ROBUR F.B."
La divisa della Robur era costituita da una maglia nera con due cordicine (una rossa e l'altra verde) attorcigliate sulle maniche. Fu Cavasonza, uno dei migliori giocatori della squadra, ad avere l' idea di togliere quei due ingombranti legacci e (forse contemporaneamente) di sostituirli con una stella bianca grossolanamente ricavata da un foglio di quaderno, appuntata con uno spillo sul petto.
Nacque così la gloriosa casacca nerostellata, che la leggenda vuole invece nata (sicuramente con un certo fondo di verità) in contrasto con la maglia bianca della Pro Vercelli, che in quegli anni stava iniziando a compiere la sua prestigiosa ascesa nel firmamento del calcio.
La mancanza di un valido supporto economico e di un campo su cui giocare porta la Robur allo scioglimento.
L'indifferenza della popolazione di fronte allo sport tanto in voga nelle altre città e lo scioglimento della Robur fecero ritenere improbabile il "recupero" del calcio a Casale.
I superstiti della Robur assistevano, con invidia, ai progressi della vicina Vercelli. La Pro Vercelli era allora al suo massimo splendore e mentre i suoi campioni mietevano allori ovunque, essa ne covava i futuri (campioni) nei paesi circostanti.
Asigliano, Pezzana, Stroppiana, Caresana erano i vivai della Pro-Vercelli la quale ne incoraggiava lo sviluppo tanto da inviare periodicamente la propria squadra a disputare incontri di calcio per invogliare gli avversari dalle qualità più promettenti ad aggregarsi a loro, nel momento che la stessa Pro Vercelli lo ritenesse più opportuno.
Quando Caresana si trovava impegnata in tali gare, si rivolgeva ai giocatori casalesi, in "forzato ozio" (visto lo scioglimento della Robur) e sempre disponibili per rinforzare le proprie fila. Fu proprio durante una partita a Caresana che si gettarono le basi dell' attuale CASALE CALCIO.
Un pomeriggio dell' ottobre 1909, il Professore Raffaele Jaffe, insegnante presso l'Istituto Tecnico Leardi, al ritorno da una breve passeggiata, incontrò sul ponte cittadino, alcuni dei propri studenti (i fratelli Cavasonza, i fratelli Gallina e Varese) che si stavano recando a Caresana per disputare un incontro di calcio. Convinto dai giovani il prof. Jaffe si aggrega alla comitiva ed assiste alla gara entusiasmandosi talmente che alla fine della stessa si impegna a fondare una squadra di calcio a Casale.


Raffaele Jaffe

E così verso la fine dello stesso mese di ottobre, in un'aula dell'Istituto Tecnico Leardi, vide la luce il "CASALE FOOT-BALL CLUB" (ufficialmente il 18 dicembre nell' aula 1 alle ore 17.15) maglia nerostellata (quella della Robur), Presidente lo stesso Jaffe, Presidente Onorario il prof. Gerolamo Occoferri, Preside dell' Istituto.


 


1909 la prima formazione
Da sinistra: In piedi un Dirigente - Scrivano - Gallina Attilio - Milanese -
Accosciati Beretta - Guasco - Cavasonza Natale - Maggiani
A terra Cavasonza Luigi - Boggio - Gallina Giovanni - Varese

Venne deciso che una commissione di studenti avrebbe dovuto cercare un' area da adibire a campo da calcio. Il campo venne trovato al Valentino (quartiere di Casale), nel terreno del Signor Buzzi.
E' gennaio, anno 1910 il Casale Foot-Ball Club fa il suo esordio contro la Caresanese imponendosi per 4-0 schierando i seguenti giocatori: Gallina I, Maggiani, Scrivano, Cavasonza I, Barbesino, Cavasonza II, Beretta, Milanese, Guasco, Gallina II, Varese.
Spettatori circa 50.
Si decide di iscrivere il Casale al campionato di Terza Categoria, correva l'anno 1910, al debutto il Casale si aggiudica il torneo diventando il campione Piemontese e conquista la promozione al Campionato di seconda categoria.
La dirigenza nerostellata cerca di evitare nella stagione successiva un campionato di seconda categoria, viene fatta richiesta di essere ammessi i modo diretto al campionato di prima categoria, non si ottiene nulla… … … si gioca !
…la promozione sul campo sfuma di un soffio, 2° posto.
La stagione successiva, 1911/1912, viene ancora avanzata la domanda per l'ammissione alla prima categoria.
Il prof. Jaffe, divenuto nel frattempo consigliere della Federazione, (nelle sedute dell'ente federale) insisteva ponendo in rilievo i progressi compiuti dalla propria squadra.
In una burrascosa seduta del settembre 1911, il consiglio di Torino, giungeva alla decisione di stabilire lo svolgersi di due incontri di selezione fra il Casale e il Libertas di Milano.
La squadra vincitrice del doppio incontro, avrebbe trovato la via aperta alle grandi competizioni della prima Categoria (l'attuale serie A).

24 settembre 1911 Casale - Racing Libertas Milano 1-1
27 settembre 1911 Racing Libertas Milano - Casale 0-1


 

I nerostellati sono ammessi, per la prima volta nella loro storia (stagione 1911/1912), alla competizione della massima serie.


 

CASALE - INTERNAZIONALE 0- 3
8 ottobre 1911 il debutto nella massima serie


 

Abbonamento stagione 1911/1912


 

La stagione 1912/1913 regala ai nerostellati la consapevolezza di essere una grande squadra, ben figurano in campionato ed il 14 maggio 1913 l'appuntamento è con la storia, il Casale va ad occupare il posto della prima squadra Italiana, di tutti i tempi, che riesce a sconfiggere una squadra professionista inglese: il READING.
Nella stagione 1913/1914 il Casale vince il campionato laureandosi CAMPIONE D'ITALIA.
Molto difficilmente la storia del calcio Italiano potrà registrare un caso come quello del Casale, squadra provinciale di seconda categoria divenuta improvvisamente dominatrice del campionato.
Solo la forte e tenace razza monferrina ha potuto produrre ciò che venne giustamente appellato il "Fenomeno Casalese".
Anche la stagione successiva, 1914/1915 vede il Casale lottare gomito a gomito con le formazioni più accreditate d'Italia;
purtroppo arriva la guerra e in Italia tutto si ferma, anche il calcio.
Si chiude qui il periodo migliore per il calcio casalese.
Il Casale si sfalda sparisce. A raccoglierne l' eredità, nel periodo bellico, è lo "SPARTA", società nata nel 1913, con maglia bianca e stella nera, guidata da ottimi dirigenti e composta da talentuosi elementi fra cui spicca un giovane di grande avvenire: Umberto Caligaris.

Formazione dello Sparta - anno 1918
Da sinistra: In piedi Gambotto - Bergante - Migliavacca - Sartorio - Riccio - Testa
Accosciati Bargero - Barbesino II - Capra
A terra Nano - Gaviorno - Caligaris


 

Il 10 aprile 1919, cessato ormai il conflitto mondiale, lo Sparta interrompe la propria attività, prendendo nome e maglia del Casale e si iscrive al successivo campionato Federale, il primo del dopoguerra, 1919/1920.
La direzione tecnica è collettiva, ma a guidarla c'è l' intramontabile Raffaele Jaffe che dopo essere stato Presidente ha ricoperto un po' tutte le cariche in seno al team nerostellato.
La stagione 1927/1928 è l' ultima di Caligaris a Casale.

Umberto Caligaris 9 stagioni in maglia nerostellata, 59 convocazioni in Nazionale (37 da nerostellato),
5 scudetti consecutivi con la Juventus, muore a 39 anni disputando una partita tra vecchie glorie.

Essa coincide col nuovo nome imposto alla squadra dal regime fascista: "CASALE XI LEGIONE".

Casale XI Legione - Stagione 1928/1929

Nella stagione successiva, 1928/1929, il Casale coglie una onorevole posizione di centro classifica rimanendo, però, escluso dalla serie A, strutturata per la prima volta a girone unico. Ai nerostellati tocca far parte della serie B, campionato che vincono meritatamente, (stagione 1929/1930) riagguantando subito un posto nella massima serie.
La stagione 1929/1930 segna anche il ritorno all' originario nome: CASALE F.B.C..
I Casalesi rimangono in A, soffrendo terribilmente e salvandosi sempre per il rotto della cuffia ( 1930/1931 - 1931/1932 - 1932/1933 ), purtroppo nella stagione 1933/1934 il miracolo non riesce, il Casale abbandona per sempre la serie A travolta dalla ricchezza e dal mecenatismo dei grandi club metropolitani.
La retrocessione innesca un effetto a catena dalle proporzioni incredibili e dai risultati catastrofici. Si succedono ricorrenti crisi societarie e così la frana innescata dalla retrocessione diventa prestissimo valanga. Nel volgere di tre stagioni i casalesi retrocedono dalla serie A alla prima divisione. Quando si tocca il fondo non si può far altro che risalire.
La compagine monferrina, infatti, in due stagioni è nuovamente in serie B, è solo un fuoco di paglia, si ritorna subito in "C" torneo più consono alle possibilità, anche economiche, dei casalesi.
Intanto arriva la guerra, portandosi appresso nuovi lutti e sciagure. Nel cielo di Malta perisce Barbesino, pioniere del calcio casalese, ad Auschwits lascia la vita Raffaele Jaffe, padre indiscusso delle nerostellate casacche.

 



Luigi Barbesino

 

Raffaele Jaffe bordo campo 1913/1914

da http://www.boyscasale.it/03_il_calcio_a_casale/il_calcio.html

consultate anche il sito ufficiale http://casalecalcio.it/

Curiosità...

ANGELO FIORE un campione dimenticato...


Angelo Fiore nacque a Chivasso nel 1907, la passione sportiva e l'amore per il calcio ebbe il suo culmine quando nel 1927 mentre giocava nell'Urs La Chivasso venne acquistato dal Casale 1909 per giocare ai massimi livelli nella serie A dell'epoca.
Erano tempi di guerra e i giornalisti dell'epoca non aggiornavano le formazioni e quindi non avendo giocato da titolare nella prima partita il terzino stiloso e deciso Fiore, con l'estro del tiro delle punizioni e dei rigori, venne conosciuto solo dai tifosi e dalle società dell'epoca per la bravura e per la lealtà sportiva e non vi sono pero', finora, ritagli di giornale e fotografie nemmeno di quando vesti' la maglia della nazionale militare eccezion fatta per la telecronaca di Niccolo' Carosio.
Passano gli anni e Fiore torna nella sua città e ritorna a giocare nelle squadre Allegria, Amicizia e chiude la sua carriera nell'Urs La Chivasso.
Negli anni della gloria del Grande Torino le sue gesta arrivano all'orecchio di Vittorio Pozzo e inizia ad essere osservato da collaboratori granata ed una settimana prima della sciagura di Superga, Angelo dovrebbe unirsi alla squadra degli invincibili granata ma suo padre Ferdinando in punto di morte gli chiede di rinunciare a giocare al calcio. Il motivo resta ancora un mistero cosi' come il ruolo che il 42enne Fiore avrebbe dovuto avere nel Grande Torino, non si sa se ancora da calciatore o dirigente fatto sta che l'aereo parte e al suo ritorno nasce la leggenda granata.
Per me mio nonno è stato un grande, non tanto per avere avuto questa richiesta alla fine della sua carriera calcistica quanto perchè avere difeso la nazionale e avere giocato nella massima serie non è impresa da poco e quindi onore a lui e a chiunque lo ha conosciuto in vita.
Grazie nonno non ti dimenticheremo mai!
P.S. In foto premiato assieme a vecchie glorie biancorosse chivassesi e nerostellate poco prima della sua scomparsa nel 1983.

Immagini recenti per una squadra nerostellata che meriterebbe molto di piu' per i suoi tifosi di un posto in C2

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